Sono tornato a Londra dopo cinque anni. Ed era ora, aggiungo. Eccovi il resoconto del mio movimentato fine settimana.
L’aeroporto di Treviso
Abbiamo volato con Ryanair, partenza da Treviso arrivo all’aeroporto londinese di Stansted.
Quello di Treviso credo sia l’aeroporto più piccolo del mondo civilizzato: due (o tre?) banchi per il check-in, un nastro porta bagagli ed un piccolo bar con un po’ di panini. Più che un aeroporto sembra una stazione delle corriere. Stanno costruendo la nuova sede proprio di fianco, decisamente più imponente.
L’aeroporto di Stansted
Stansted a differenza di Treviso è immenso, con un numero imprecisato di gate, negozi ed altre trappole per turisti. Le nuove, ridicole norme sulla sicurezza hanno reso più lente tutte procedure di imbarco e lunghe file di persone si creano in prima, dopo e durante il check-in.
Stansted express
Menzione speciale al treno che collega l’aeroporto di Stansted alla fermata della metro di Liverpool Street: quasi un’ora di viaggio per la cifra di sole 15 Sterline a cranio. Con Ryanair è possibile comprare i biglietti del treno durante il volo, fatelo e risparmierete qualche Sterlina.
L’alloggio
Regent Palace, il nostro centralissimo Hotel su Piccadilly, ha del palazzo solo la forma visto che, a parte la ricezione, le stanze e i lunghissimi corridoi hanno un aspetto piuttosto squallido e il bagno in camera non c’è. Nella stanza trovate solo un lavandino mentre doccia e servizi igienici sono in comune. Che bellezza prenotare un hotel e ritrovarsi in un ostello.
Donuts and Baguettes
La colazione in hotel veniva servita fino alle 10, troppo presto per noi, visto che ci alzavamo dopo le 11. Sabato quindi abbiamo fatto colazione al Donuts and Baguettes: ciambelle guarnite in ogni modo, belle da vedere ma pesantissime da digerire. Ne abbiamo prese sei ma ne abbiamo mangiate quattro.
Piazza
Il Venerdì sera non sapendo bene dove andare e presi dai morsi della fame abbiamo cenato al Piazza, un ristorantino pseudo-italiano senza troppe pretese su di una traversa di Leicester Square. Io ho ordinato una pizza — grande la metà di quelle che si mangiano normalmente in Italia — e G. delle tagliatelle condite con un fantasioso mix di pollo, funghi e non ricordo cosa d’altro. Comunque il locale era accogliente e abbiamo conosciuto uno dei camerieri, italiano di Riccione, che stanco della monotonia della riviera dalla fine di Agosto si è trasferito a Londra.
Hey DJ
Dopo cena abbiamo girovagato sempre nei pressi di Leicester Square intrufolandoci in un discobar su Old Compton Street. Una strana insegna al neon con su scritto Basement sopra alle scalette che apparentemente dovevano portare alla toilette ci ha incuriositi. Siamo scesi e abbiamo trovato una stanza con angolo bar dove un DJ con una console improvvisata faceva girare musica in stile electro.
Crespelle dolci
Sabato mattina siamo finiti in un bar molto carino su Wardour Street e abbiamo fatto colazione con delle prelibate crepe dolci alla frutta: Strawberry Delight (fragola) e Bananalicious (banana), accompagnate da due bicchieroni di cappuccino.
Aberdeen Steak House
Sabato abbiamo cenato alla Aberdeen Steak House su Piccadilly, dove abbiamo gustato un paio di piatti a base di carne veramente ottimi. Tomas, il simpatico cameriere che ci serviva si sforzava di parlare italiano, ma gli è sfuggito un “fuck” quando a fine cena gli ho fatto notare che nella fretta ci aveva portato il conto di un altro tavolo della bellezza di 60 sterline (circa 90 euro).
Bar Soho
Dopo cena ci siamo diretti nei pressi di Leicester Square e ci siamo infilati dentro al Bar Soho, il quale alle 21.30 era già piuttosto affollato. Nel complesso un bel locale ma ci siamo rimasti poco visto che dopo le 22.30 è quasi impossibile muoversi. Dopo una certa ora (le 23?) l’ingresso diventa a pagamento, mentre uscivamo ho visto un paio di ragazzi allungare cinque Sterline ciascuno al tizio alla cassa.
Ministry of Sound
Con la metro ci siamo spostati verso sud, siamo smontati alla stazione di Elephant & Castle e abbiamo raggiunto il Ministry of Sound, famoso club londinese.
Fila all’ingresso, metal detector, pagamento alla cassa (15 sterline), guardaroba (altre 2 sterline) e poi dentro. L’aria densa di fumo e vibrazioni house. Il Ministry ha due sale, quella principale e una rialzata chiamata VIP lounge. Una parte di quest’ultima non era accessibile ai comuni mortali, un omone sbarrava l’accesso ad una scaletta che portava ad un piano sopraelevato.
Tornando a noi, eravamo a bere davanti al banco del bar della VIP lounge quando si è avvicinata una ragazza bionda molto carina con un cappello di plastica giallo tipo Fireman americani e ci ha chiesto di raggiungere lei e le sue amiche in una stanzetta buia ai lati della sala. “Come with us!” ci gridava sorridendo. Noi la seguiamo e ci sediamo con loro per fare due chiacchiere. Al centro della stanza c’era un piccolo tavolo, alcuni bicchieri ed una bottiglia di vino, vuota.
Le ragazze stavano festeggiando il compleanno dell’amica che ci aveva avvicinato poco prima. Vengo a sapere che loro non sono di Londra e la festeggiata ha offerto un viaggio in Limousine e da bere a tutte. Io traduco a G. come posso, mi chiedono perché gli italiani siano “best in bed” (i migliori a letto) ed io faccio notare che mi sembra una domanda più da Sex and the City che da posata ragazza inglese.
Ogni due minuti entravano altre persone nella stanzetta, le ragazze gridavano e queste se ne andavano subito, io ho chiesto chi fossero e l’unica mora del gruppo mi risponde: “Random people!”.
Poi siamo scesi, abbiamo raggiunto la pista principale e ci siamo schiacciati in mezzo alla pista mentre il DJ metteva sul piatto una versione ritmatissima di I Feel Love di Donna Summer. E’ incredibile come suoni attuale, quasi trance, l’arpeggio di sintetizzatore scritto da Giorgio Moroder nel lontano 1977.
Non ho portato come me la macchina fotografica quella sera, ma nella sezione Gallery del sito web del club prima o poi dovrebbero apparire le foto della serata.
I bus
Non ho ancora ben compreso il funzionamento delle linee bus londinesi.
Venerdì notte siamo finiti direttamente al capolinea del bus a Victoria Station senza accorgerci della fermata di Piccadilly, mentre al ritorno dal Ministry dopo accurati controlli incrociati sulle tabelle sembrava evidente che dovessimo prendere il numero 53 per tornare verso l’hotel. Invece una volta arrivato il 53 chiedo conferma al conducente e lui mi risponde lapidario: “No, 453″, passato ovviamente solo qualche minuto prima.
Abbiamo aspettato quindi il numero 453, il quale è arrivato dopo venti freddissimi minuti. Chiedo nuovamente conferma per la destinazione e finalmente ci dirigiamo verso il nostro albergaccio, non prima di essere incappati una esercito di controllori saliti in piena notte ad una fermata intermedia.
La metropolitana
Il 18 e il 19 Novembre le linee Central e la District non erano attive causa lavori, sicché le altre linee della zona 1 erano parecchio affollate. A parte questo inconveniente usare la metropolitana londinese è comodissimo. All’arrivo abbiamo comprato un abbonamento di tre giorni risparmiando così un po’ di soldini.
Il clima
Ecco l’immancabile trafiletto di lamentele sul pessimo clima di Londra, penserete voi. Di pioggia ne abbiamo presa ma solo nel tardo pomeriggio di Venerdì, e più precisamente all’aeroporto e immediatamente prima di entrare in hotel. Poi ci siamo goduti due giorni di cielo limpidissimo e un bel sole splendente, tant’è che Sabato pomeriggio siamo stati ad Hyde Park e abbiamo scattato qualche foto per immortalare l’evento.
I prezzi
Per un turista che arriva da Eurolandia nulla sembra essere a buon mercato a Londra. Ed in effetti è così. L’alto tenore di vita della City ed il cambio EUR/GBP intorno a 1.5 rende tutto terribilmente caro.
A meno che non vi accontentiate dei soliti kebap all’angolo o del Burger King di turno meno di sette Sterline per un piatto di pasta è improbabile spenderle. Per darvi un’idea la carne allo steak house l’abbiamo pagata intorno alle 12-15 sterline.
Conclusione
Andateci, magari aspettando la prossima primavera visto che in questi giorni inizia a fare veramente freddo.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente nel mio blog presso deelan.com.